Castelfranco Emilia

Museo Civico Archeologico “A.C. Simonini”

Ospitato in Palazzo Piella, il percorso museale rivisita la storia del popolamento nel territorio di Castelfranco dall’epoca preistorica, nel momento dell’insorgenza della cultura terramaricola durante l’età del Bronzo, qui testimoniata da importanti abitati (pod. Pradella, Rastellino, Gaggio) sino alla nascita del Borgo Franco nel XIII sec., da cui trae origine il centro odierno.

Nel panorama dei materiali custoditi nel museo si segnala per la particolare importanza, il ripostiglio di “aes signatum” rinvenuto nel 1897 nel podere Cappella. Si tratta di un deposito di lingotti di bronzo contrassegnato (VI sec. a.C.) da interpretarsi come mezzo di scambio premonetale o come riserva di un artigiano metallurgo in vista della produzione di nuovi manufatti.

L’itinerario si snoda in due ambienti in cui trovano adeguata collocazione numerosi reperti provenienti dagli scavi effettuati negli ultimi anni ad opera della Soprintendenza archeologica. L’età del Ferro trova compiuta rappresentazione attraverso il sito villanoviano de “al Galoppatoio” ove sono documentati sia un abitato che la relativa necropoli ad incinerazione.

L’insediamento etrusco-celtico del Forte Urbano illustra a sua volta le caratteristiche del popolamento fra il V e la prima metà del IV sec. a.C., in un ambiente culturale fortemente etruschizzato.

Per l’età romana, le fonti letterarie antiche menzionano l’esistenza di un antico centro abitato nei pressi della via Emilia fra Bologna e Modena, chiamato Forum Gallorum, in relazione alla Guerra di Modena (43 a.C.). Gli studi moderni sono concordi nell’ubicarlo in località “Prato dei Monti”, una zona caratterizzata da consistenti resti archeologici tra Castelfranco e Piumazzo. Numerosi materiali presenti nelle raccolte del museo rimandano in effetti alla fase della romanizzazione. Sono documentate anche epigrafi sepolcrali di diverso ambito cronologico che indiziano ricche sepolture dislocate sul territorio. La più importante di queste si riferisce ad un magistrato che svolse la carica municipale del decurionato a Bologna.
Ad una sistemazione della via Emilia nel corso del IV sec. d.C. si ricollega infine il cippo milliario con dedica agli imperatori Valentiniano I e Valente rinvenuto in località Noce.

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